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Si è svolto ieri pomeriggio nella Sala Imbeni di Palazzo D’Accursio l’incontro dal titolo CASA. Dall’emergenza sociale alle politiche abitative, che ha visto il confronto di diversi esperti del settore intorno a un tavolo e la partecipazione dei cittadini interessati.

Diversi approcci risolutivi alla questione sono emersi.
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10170746_729376310416928_2474068155785958212_n-2Caro amico,

ti chiedo di donare il tuo 5×1000 a Piazza Grande. Sulla tua dichiarazione dei redditi scrivi il nostro codice fiscale: 92038070378

A te non costa nulla, per noi è fondamentale.

 
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La struttura “Casa Gialla” di via del Milliario 28 è stata un dormitorio del piano freddo bolognese, aperto dal 29 novembre 2013 al 31 marzo 2014. Casa Gialla ha fornito un ricovero notturno di 35 posti letto per persone senza dimora, di cui 15 donne e 20 uomini. Le persone potevano accedere tramite invio di due servizi di prossimità di Bologna: il CD Open di via Sabatucci 2 (che aveva a disposizione 15 posti donna e 10 posti uomo) e il Servizio Mobile di Sostegno (che aveva a disposizione 10 posti uomo).


Continue reading Relazione Piano Freddo «La Casa Gialla»

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Cinque anni, una frangetta che le inquadra il viso, occhi color nocciola e un sorriso furbetto. Parla perfettamente panjabi e italiano. È nata e cresciuta a Bologna, e ha appena imparato ad andare in bicicletta senza rotelle.


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lab nerazzini fotoGiovedì 17 aprile
alle ore 19 alla biosteria “La Ghirba” di Reggio Emilia (via Roma 76) verrà presentato il numero di aprile del giornale di strada Piazza Grande, dedicato al teatro di strada, e il Laboratorio di giornalismo sociale che si svolgerà a Reggio Emilia nei mesi di maggio e giugno. Parteciperanno all’iniziativa Mauro Sarti, del comitato di redazione e organizzatore del laboratorio, con lui Leonardo Tancredi, direttore di Piazza Grande Bologna, e Vincenzo Cavallarin, caporedattore di Piazza Grande Reggio Emilia.

La prima edizione reggiana del Laboratorio di giornalismo sociale di Piazza Grande partirà lunedì 12 aprile: un ciclo di 6 incontri ai quali parteciperanno grandi firme del giornalismo come Alberto Nerazzini, giornalista d’inchiesta di Report, Antonella Beccaria, blogger del Fatto Quotidiano, Mauro Sarti, professore di Comunicazione giornalistica all’Università di Bologna e direttore di Redattore Sociale Emilia-Romagna, Leonardo Tancredi, direttore di Piazza Grande Bologna e Rosy Battaglia, attivista sociale e reporter freelance. La chiusura è prevista per il 16 giugno con Liviana Iotti, conduttrice e giornalista di Telereggio.
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La strada, un teatro 

 

Piazza Grande BO aprile 2014 coverIl numero di aprile di Piazza Grande è dedicato al teatro di strada. In anteprima un estratto del romanzo di Wu Ming “L’armata dei sonnambuli”, che uscirà l’8 aprile per Einaudi. In una Parigi del 1794, in pieno clima rivoluzionario, tra esecuzioni e tumulti, un uomo in maschera si aggira sui tetti: è l’Ammazzaincredibili, eroe dei quartieri popolari, difensore della plebe, ieri temuta e oggi schiacciata da un nuovo potere. Il protagonista delle pagine che pubblichiamo (atto I, scena 9 «Tuona il cannone») è Léo, un attore di strada senza dimora. “Un conto è dormire su un carro. Un conto è dormire in un pagliaio. Tutt’altra cosa dormire sotto un ponte. […] Sotto, era la sua precaria e pericolosa dimora notturna. Sopra, e nelle vie intorno, era il suo luogo di lavoro”. Wu Ming è un collettivo di scrittori bolognesi che, nei suoi romanzi, porta in primo piano personaggi che la storia ufficiale ha condannato ad essere di sfondo, e utilizza le loro storie per rappresentare cambiamenti epocali. “Saltimbanco senza un banco su cui saltare e nulla, nessuna pozione per la virilità né lozione per capelli, da vendere. Gli toccava una vita di merda, all’attore”. Wu Ming ha deciso di pubblicare alcuni estratti del suo romanzo sui giornali di strada: un altro passo uscirà nel prossimo numero di Terre di Mezzo di Milano.

Nelle pagine interne, l’intervista al premio Nobel Dario Fo, che racconta il significato politico del recitare in strada negli anni ’60: “Il nostro teatro era determinato da qualcosa di incombente e brutale: la censura. Quante volte ci siamo messi a fare teatro per la strada perché ci avevano chiuso il teatro! È in quel momento comincia la vera rappresentazione, quando te lo vietano”. Sulla strada l’attore impara la vera improvvisazione: “Devi mettere in conto tutto: il cane che passa, il bambino che piange, il vigile che entra in scena e ferma lo spettacolo”. E poi, si concentra sul rapporto tra teatro e politica: “Molte volte noi attori mettiamo in scena una situazione assurda, paradossale, e poi, dopo alcuni giorni, tac! Arriva il personaggio della politica che riprende ancora gli stessi schemi e ci copia, senza rendersene conto e senza pagare i diritti d’autore. È sempre la realtà che copia il teatro, non viceversa”.
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