Il primo ottobre 2007 Mariano Tuccella, un clochard cinquantenne originario della provincia di Campobasso, era stato aggredito in prossimità del mercato delle Erbe nel centro di Bologna. Dopo qualche mese di coma Mariano è morto. A causarne la morte le botte subite da Vincenzo D’Amore, 20 anni di Palermo. Adesso il Gup di Bologna, Alberto Gamberini, ha condannato il ventenne a nove anni di reclusione con il rito abbreviato. Il pm Enrico Cieri aveva chiesto 11 anni di carcere.

D’Amore, pentite e disperato, ha pianto amare lacrime durante tutta l’udienza e, tramite il suo legale Silvia Pirri, si è proposto per una futura tività di assistenza ai senzatetto. Il gip ha riconosciuto anche una provvisionale di 100 mila euro al fratello di Tuccella, costituitosi parte civile nel processo. Al processo non era stata ammessa, invece, come parte civile l’associazione “Avvocati di strada”.

D’Amore, la sera dell’aggressione, aveva bevuto troppo in un’osteria di vi del Pratello. Era la prima volta che beveva la tequila bum bum che gli aveva dato letteralmente alla testa. Il giovane palermitano aveva raccontato che il senzatetto, in prossimità del mercato delle Erbe, gli aveva chiesto del denaro tirandolo per la maglia e lui, ubriaco, aveva regito picchiandolo tanto forte da mandarlo in coma. Insieme a D’Amore c’erano un minorenne e un terzo amico che, però, non aveva partecipato all’aggressione.