Sono all’incirca centocinquanta. Parliamo dei senza tetto che ogni giorno cercano di procurarsi quel tanto di cibo che gli consente di sopravvivere in una società che sembra sorda e cieca alla loro disperazione. Già mesi fa alcune associazioni di volontariato che si occupano di garantire un pasto a caldo agli homeless avevano lanciato l’allarme al comune di Bari per la stagione estiva. Con la chiusura delle mense parrocchiali e l’approssimarsi dell’estate, per i volontari diventa sempre più faticoso preparare pasti caldi ai senza tetto, molti dei quali trovano riparo alla calura estiva solo nelle sale d’attesa della stazione centrale.

Alla fine del mese scorso, la ripartizione Solidarietà sociale del Comune, in collaborazione con la cooperativa sociale CAPS, aveva garantito al giorno centoventi pasti caldi e ottanta al sacco.
Ma secondo quanto dichiarato in una nota da Gianni Macina, presidente dell’associazione ‘In.Con.Tra’ che si occupa di aiutare i senta tetto, in questi giorni l’emergenza sta riaffiorando e quella promessa rischia di non essere mantenuta. “Il Comune di Bari ha chiuso per ferie e l’assessore ai Servizi Sociali di Ludovico Abbaticchio non riesce a far di meglio che offrire un pranzo al sacco (due panini, un frutto ed una bottiglietta d’acqua), in un’afosa domenica d’agosto. Il pasto di un’intera giornata per 200 adulti senza casa”.

Sempre Macina evidenzia come la politica si sia dimenticata di quanti in questi giorni sono lasciati in balia della loro solitudine e fame: “Riconquistata la poltrona di governo, anche il sindaco Emiliano ed i suoi assessori hanno dimenticato le promesse fatte a beneficio dei cittadini senza fissa dimora che, a quanto pare, possono contare solo su un servizio di volontariato che garantisce loro un pasto caldo al giorno, distribuito ogni sera presso la stazione ferroviaria dall’associazione In.Con.Tra”.
Ad agosto è più difficile anche per i volontari far fronte alle esigenze organizzative del servzio mensa. Per i senza tetto l’appuntamento alle 19.30 alla stazione centrale significa tanto. I volontari lo sanno e ogni giorno si sforzano in tutti i modi pur di essere lì e non far mancare loro un pasto caldo.

Al momento non sono giunte repliche da parte del Comune. Fatto sta che a questo problema ogni anno non si riesce a dare una soluzione. I volontari si augurano che, una volta per tutte, i poveri siano messi in cima alla lista dei problema da affrontare. Una sfida che non può essere più rinviata.