Piazza Grande | Alla Ghirba il Laboratorio di giornalismo sociale
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16 apr Alla Ghirba il Laboratorio di giornalismo sociale


lab nerazzini fotoGiovedì 17 aprile
alle ore 19 alla biosteria “La Ghirba” di Reggio Emilia (via Roma 76) verrà presentato il numero di aprile del giornale di strada Piazza Grande, dedicato al teatro di strada, e il Laboratorio di giornalismo sociale che si svolgerà a Reggio Emilia nei mesi di maggio e giugno. Parteciperanno all’iniziativa Mauro Sarti, del comitato di redazione e organizzatore del laboratorio, con lui Leonardo Tancredi, direttore di Piazza Grande Bologna, e Vincenzo Cavallarin, caporedattore di Piazza Grande Reggio Emilia.

La prima edizione reggiana del Laboratorio di giornalismo sociale di Piazza Grande partirà lunedì 12 aprile: un ciclo di 6 incontri ai quali parteciperanno grandi firme del giornalismo come Alberto Nerazzini, giornalista d’inchiesta di Report, Antonella Beccaria, blogger del Fatto Quotidiano, Mauro Sarti, professore di Comunicazione giornalistica all’Università di Bologna e direttore di Redattore Sociale Emilia-Romagna, Leonardo Tancredi, direttore di Piazza Grande Bologna e Rosy Battaglia, attivista sociale e reporter freelance. La chiusura è prevista per il 16 giugno con Liviana Iotti, conduttrice e giornalista di Telereggio.

Gli incontri si terranno il lunedì (con l’eccezione di martedì 3 giugno) alla biosteria La Ghirba, in via Roma 76, Reggio Emilia. Trenta i posti disponibili. Il corso è aperto a aspiranti giornalisti, operatori della comunicazione, studenti, volontari, educatori, professionisti. Al termine del Laboratorio verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Per candidarsi basta mandare curriculum e lettera motivazionale a laboratoriopiazzagrande@gmail.com: le iscrizioni sono aperte fino al 5 maggio, la sottoscrizione per Piazza Grande è di € 100. Il programma e il calendario completo saranno pubblicati a breve sul sito.

In concomitanza con il lancio del laboratorio, uscirà il numero di aprile di Piazza Grande sul tema del teatro di strada. Lo storico giornale di strada di Bologna da febbraio ha inaugurato un’edizione reggiana. In anteprima un estratto del romanzo di Wu Ming “L’armata dei sonnambuli”, uscito l’8 aprile per Einaudi. In una Parigi del 1794, in pieno clima rivoluzionario, un uomo in maschera si aggira sui tetti, difendendo quella plebe ieri temuta e oggi schiacciata da un nuovo potere. Il protagonista delle pagine pubblicate (atto I, scena 9 «Tuona il cannone») è Léo, un attore di strada senza dimora: “Un conto è dormire su un carro. Un conto è dormire in un pagliaio. Tutt’altra cosa dormire sotto un ponte. […] Sotto, era la sua precaria e pericolosa dimora notturna. Sopra, e nelle vie intorno, era il suo luogo di lavoro”. Wu Ming è un collettivo di scrittori bolognesi che, nei suoi romanzi, porta in primo piano personaggi che la storia ufficiale ha condannato ad essere di sfondo, e utilizza le loro storie per rappresentare cambiamenti epocali.

Nelle pagine interne, l’intervista al premio Nobel Dario Fo, che racconta il significato politico del recitare in strada negli anni ’60: “Il nostro teatro era determinato da qualcosa di incombente e brutale: la censura. Quante volte ci siamo messi a fare teatro per la strada perché ci avevano chiuso il teatro! È in quel momento comincia la vera rappresentazione, quando te lo vietano”.

 

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