Piazza Grande | Dickens e quel rifugio per le donne senza dimora
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20 mag Dickens e quel rifugio per le donne senza dimora

Charles DickensLa distanza tra letteratura e realtà può essere molto breve. Prendi Charles Dickens, ad esempio, padre del romanzo sociale non solo sulla carta. Perchè in base ad una lettera datata 1852  – che domani andrà all’asta da Christie’s, a Londra – l’autore di Oliver Twist non si limitava solo a scrivere di emarginazione e povertà ma era anche personalmente impegnato in attività di volontariato. Un esempio su tutti? Nel 1847 Dickens creò un rifugio per donne senza dimora che chiamò «Urania Cottage», nell’ovest della capitale britannica.

Ad aiutarlo economicamente nell’impresa fu l’amica e filantropa Baronessa Burdett-Coutts ma a gestire nel dettaglio l’attività fu Dickens in persona. Come riportato dal Guardian, dapprima lo scrittore si impegnò nella distribuzione di volantini nei quartieri più poveri della città al fine di entrare in contatto con le donne che apparivano più bisognose. In un secondo momento, inaugurato l’ostello, organizzò personalmente la struttura: «L’atmosfera a Urania deve essere stabile e ferma, allegra e piena di speranza – si legge in una sua nota – Le ospiti devono avere buon cibo, vestiti dai colori vivaci e non devono essere tormentate dalle persone del loro passato. Devono essere addestrate nelle attività domestiche con l’obiettivo di trovare un impiego oppure di sposarsi, un giorno. Non dovranno mai mancare biancheria pulita, bagni, pianoforti per allietare le loro serate e fiori».

Le donne che venivano accolte nel rifugio erano principalmente ex detenute, disoccupate ed ex prostitute.

[Fonte The Guardian]

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