Piazza Grande | Sovraffollamento carceri, oggi scade l’ultimatum di Strasburgo
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28 mag Sovraffollamento carceri, oggi scade l’ultimatum di Strasburgo

carceri_sovraffollate.jpg_77078621528 MAGGIO 2014 – Scade oggi l’ultimatum imposto dalla Corte europea dei Diritti Umani all’Italia per risolvere la questione del sovraffollamento carcerario. Il pronunciamento nel merito arriverà il 6 giugno.

LA SENTENZA TORREGGIANI

L’8 gennaio 2013 l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei diritti umani. Si tratta della oramai famosa sentenza pilota Torreggiani. La sentenza è stata confermata dalla Grande Camera della Corte di Strasburgo il successivo 27 maggio 2013. Oltre al ricorso presentato dal signor Torreggiani ve ne erano altri 6.829 per motivo analogo, ovvero condizione di affollamento tale da determinare un trattamento disumano. Essendo una sentenza pilota l’Italia aveva a disposizione un anno di tempo per individuare un meccanismo di compensazione per chi aveva già vissuto la condizione di maltrattamento nonché per evitare che la situazione di trattamento inumano e degradante persistesse nel sistema penitenziario italiano. L’anno è scaduto. Nei prossimi giorni il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa valuterà le politiche penali e penitenziarie italiane.

L’ITALIA RISCHIA DI PAGARE 100 MILIONI DI EURO

Sono 6.829 i ricorsi presentati da detenuti sino ad oggi, tutti riguardanti le condizioni di affollamento. Si tratta di ricorsi che riguardano lo spazio insufficiente, ovvero persone che lamentano di aver vissuto in meno di 3 mq. Tutti ricorsi riguardanti il vicende penitenziarie tra il 2009 e il 2013. Nella sentenza Torreggiani la Corte ha previsto un risarcimento di 100.000 euro per i sette detenuti ricorrenti. Ciò significa che il costo per lo Stato italiano potrebbe andare dai 60 ai 100 milioni di euro.

I DATI SEL SOVRAFFOLLAMENTO

I detenuti sono ad oggi 59.683. 6 mila in meno rispetto a un anno addietro. Il gap da recuperare è però ancora enorme. Secondo i dati dell’Amministrazione Penitenziaria la capienza regolamentare sarebbe di 49.091 posti. Il tasso di affollamento italiano è dunque del 134.6%, ovvero 134,6 detenuti per 100 posti letto. Prima dell’inizio della procedura europea eravamo secondi solo alla Serbia che aveva un tasso del 159,3%. Ora siamo stati superati anche da Cipro e Ungheria. Non è proprio un risultato entusiasmante se si tiene conto che la media europea è del 97,8%, ovvero in media in Europa vi sono meno detenuti rispetto ai posti letto a disposizione. In Puglia il tasso è del 148,4%. In Liguria è del 148%. In Veneto del 139,9%. In Lombardia è del 136,7%. Nel Lazio il tasso è del 133,7%

VERSO INDULTO E AMNISTIA?

Il Parlamento ha approvato nei mesi scorsi alcune misure importanti relative a pene alternative, depenalizzazione di reati minori, custodia cautelare. «Il numero dei detenuti é calato – spiega dalla sua pagina Facebook il senatore bolognese Sergio Lo Giudice –  ma non abbastanza da assicurare le necessarie condizioni di dignità e vivibilità che, prima che una richiesta della Corte europea, sono per il nostro Paese un obbligo costituzionale e un dovere morale». In programma oggi al Senato una conferenza stampa, prosegue Lo Giudice, nel corso della quale «chiederemo che si faccia il passo, eccezionale ma necessario, che serve per sanare questa lesione di diritti: indulto e amnistia».

[Per maggiori informazioni consultare il sito della Associazione Antigone]

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