Piazza Grande | Emergenza profughi, sistema di accoglienza al collasso
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01 giu Emergenza profughi, sistema di accoglienza al collasso

calndestiniimmigratilampedusamaltanaufragiosbarchiMentre una nuova ondata di sbarchi fa salire a 43 mila il totale dei migranti approdati via mare in Italia dall’inizio dell’anno, Pierfrancesco Majorino – assessore alle politiche sociali del Comune di Milano, tra i più impegnati sul fronte – punta il dito contro Roma: «Non esiste nessuna vera e adeguata strategia nazionale di gestione dell’accoglienza dei migranti o dell’emergenza profughi. Nessuna».

MARE NOSTRUM E LA «FASE DUE»

In grande maggioranza (nel 90% dei casi) il viaggio della speranza inizia in Libia, dove l’instabilità politica azzera qualsiasi tentativo di controllo sui flussi, e finisce tra  Lampedusa, Porto Empedocle, Marina di Ragusa. Da qui i migranti vengono smistati velocemente su tutto il territorio nazionale ma manca, di fatto, una regia nazionale per la gestione dell’ospitalità che vada oltre l’operazione militare umanitaria «Mare Nostrum»: un’operazione che salva centinaia di vite in balia del Mediterraneo ma non sufficiente né adeguata a gestire la «fase due», quella dell’accoglienza sul territorio.

SISTEMA DI ACCOGLIENZA AL COLLASSO

I centri sono arrivati alla saturazione già a marzo, due mesi più tardi, nel momento più critico dell’anno, il sistema è definitivamente al collasso. Solo ieri 3300 persone in fuga dalla guerra (le nazionalità più rappresentate sono quella Eritrea e quella Siriana) sono state salvate al largo delle nostre coste ma il grande numero di arrivi (che con la bella stagione  è destinato a crescere) sta mettendo a durissima prova il sistema di accoglienza. Un sistema che in questi giorni sta dimostrando tutte le sue debolezze, come denunciano diversi amministratori tra i quali Majorino, che da tempo tenta di puntare i riflettori sulle criticità legate all’emergenza: «Milano – tuona l’assessore al welfare – non può gestire i senza fissa dimora della città, i siriani e gli eritrei, senza che nessuno ci dica nulla».

MAJORINO: «NON SAPPIAMO NEMMENO CHI ARRIVA»

«Il viaggio va organizzato – prosegue Majorino – smistamento e tappe intermedie: non sono studenti Erasmus ma persone in condizioni precarie. Il punto è che non sappiamo chi arriva. Non so cosa debba accadere di più. Il primo luglio comincia il semestre di presidenza italiana Ue, la tattica è far trovare Milano invasa dai profughi così l’Europa se ne accorge?», domanda in aperta polemica con il ministero dell’Interno verso cui, dalla sua pagina Facebook, ieri ha lanciato l’ennesima stoccata: «Alfano dovrebbe cambiare lavoro o iniziare a farlo, il suo, di lavoro».

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