Piazza Grande | Ventimiglia: l’obbiettivo è sfinirli
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16 giu Ventimiglia: l’obbiettivo è sfinirli

Da una parte l’Italia, dall’altra la Francia, in mezzo una neonata terra di nessuno fatta di scogli, delimitata da transenne e popolata da circa un centinaio di donne e uomini eritrei e sudanesi. Questa è la situazione folle che si è creata questa mattina a Ventimiglia in seguito all’intervento congiunto di polizia e carabinieri. Nei pressi del confine, una strada separa la scogliera da una piccola area verde con aiuole e qualche albero sotto il quale il gruppo di migranti aveva cercato sollievo dal sole battente. In seguito a questo spostamento è arrivato lo sgombero forzato delle forze dell’ordine italiane che ha portato in stazione circa 30 persone e costretto tutti gli altri a tornare sugli scogli e a restare dietro le transenne. “L’obbiettivo è sfinirli – dice Mauro del centro sociale La talpa e l’orologio di Imperia, tra i primi ad arrivare a Ventimiglia – la strategia sembra quella di costringerli in condizioni disumane perché lascino il presidio. Due giorni fa sono stati sgomberati dalla polizia francese, adesso il piano B italiano è non fare nessuna mossa per identificarli e farsene carico, ma tenerli al sole finché non mollano.”
Insieme ad altri militanti locali, Mauro sta allestendo ripari di fortuna sugli scogli con delle vele per fare un po’ d’ombra, ma la risposta più bella è venuta dai comuni cittadini italiani e francesi. “C’è un flusso ininterrotto di gente che porta cibo, acqua e bevande alla Croce rossa che si occupa della distribuzione. Anche la comunità rumena locale ha dato il suo aiuto. Qui al confine non c’è un vero e proprio presidio medico ma solo interventi di emergenza, in stazione a Ventimiglia circolano medici dell’Asl perché ci sono anche alcuni bambini.”
Nella giornata di lunedì la Croce Rossa italiana ha distribuito in stazione circa 450 pasti, mentre nella zona di confine sono allestite alcune brandine per i colpi di sole. “Siamo stati con loro tutto il giorno – continua Mauro – abbiamo sentito i loro slogan, sono determinati a continuare il loro viaggio. Ho parlato con un ragazzo eritreo di suo fratello in Olanda. Mi ha mostrato su una mappa il suo viaggio attraverso l’Africa fino a Ventimiglia, e non vuole fermarsi qua.”
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