Ermes commenta i daspo | Piazza Grande
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02 Gen Ermes commenta i daspo

Uno strumento inutile, incapace di affrontare la questione della povertà

Ermes, ospite del Condominio SCALO commenta duramente i daspo: trattano i senza dimora come fuorilegge

Dal numero di Dicembre 2018 di Piazza Grande
di Francesco Pascucci

“Questo daspo è completamente inutile”. Ermes ha sessantotto anni, lunghi capelli d’argento e le idee molto chiare. Vive a Condominio Scalo, il centro d’accoglienza per persone adulte e anziane in condizione di marginalità e grave esclusione sociale. Ma Ermes è tutto fuorché un emarginato. Nonostante le enormi difficoltà sofferte negli ultimi dieci anni, non ha perso la fiducia nelle sue capacità e si è rimboccato le maniche. Ora lavora come operatore notturno al centro d’accoglienza Rostom ed è un punto di riferimento per tutti coloro che, per un motivo o per un altro, sono finiti ai margini del quotidiano. Conosce bene l’emarginazione e sa come combatterla.

“Credono forse che quelle persone non abbiano poi cercato un altro posto per dormire?

Chiedo: la soluzione sarebbe spostare il problema da una parte all’altra della città?”

“Non certo con questo provvedimento!” Possibile che chi cerca un posto dove ripararsi la notte, venga giudicato alla stessa stregua degli spacciatori o dei criminali? Possibile che queste persone debbano sentirsi ancora più escluse dalla società? Ora la povertà è reato?“. È passato solo un anno da quando, nella città di Bologna, fu notificato per la prima volta il daspo urbano a dieci persone che cercavano riparo sotto il portico di viale Masini. Tutte senza dimora, furono invitate ad allontanarsi dalla Municipale e dalla Polizia di Stato. “Ripeto, un provvedimento inutile. Non affronta il problema della povertà o dell’emarginazione. Crea disagio sopra il disagio. Credono forse che quelle persone non abbiano poi cercato un altro posto per dormire? Chiedo: la soluzione sarebbe spostare il problema da una parte all’altra della città?”.

Ermes ha conosciuto la strada e chi ne fa parte. Problemi economici, di droga, di salute fisica e mentale sono spesso le cause alla base dell’emarginazione e vivere per strada diventa una conseguenza ineluttabile. “Giudicare le scelte di ognuno – continua Ermes – e mettersi nei panni degli altri è molto difficile. Non tutti reagiamo allo stesso modo di fronte ai problemi. Per sconfiggere la marginalità sociale le strade sono tante. L’unica non percorribile è trattare le persone come dei fuorilegge”.

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