Avvocato di Strada sul Decreto Sicurezza | Piazza Grande
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09 Gen Avvocato di Strada sul Decreto Sicurezza

Il Decreto Sicurezza aumenta il disagio dei più deboli

I punti chiave spiegati da Avvocato di Strada

Dal numero di Dicembre 2018 di Piazza Grande
di Sara Carboni 

“Il Decreto Sicurezza è intervenuto in maniera radicale sulla disciplina dei permessi di soggiorno e sulla permanenza dei richiedenti protezione internazionale all’interno del sistema Sprar”. A spiegarcelo è Patrick Wild, dell’associazione Avvocato di Strada. In particolare viene eliminato il permesso di soggiorno per motivi umanitari, e vengono introdotti altri permessi speciali di minore durata, non convertibili né rinnovabili.

Foto della Cooperativa Camelot

“Il Decreto Salvini si pone in soluzione di continuità con la riforma di Minniti del 2017, quando si erano poste le basi per una progressiva compressione dei diritti e delle garanzie del richiedente asilo, abrogando per esempio un intero grado di giudizio (l’appello, ndr)” prosegue Wild. “Il Decreto Sicurezza fa un salto di qualità poiché la cancellazione dei permessi umanitari renderà ancora più precaria la permanenza del richiedente asilo sul territorio, nonché di coloro che hanno già avuto un titolo di protezione: permessi umanitari o titoli di protezione sussidiaria. Persone vulnerabili già irregolari sul territorio non potranno più regolarizzare la loro posizione, a meno che non riescano a documentare uno stato di salute grave”.

Avvocato di Strada ha già espresso la propria contrarietà ai contenuti del Decreto Sicurezza, “che incrementerà la stessa situazione di insicurezza che si vorrebbe contrastare. Registriamo un progressivo aumento di assistiti ai nostri Sportelli, sia persone extracomunitarie (anche in uscita dai percorsi di accoglienza), sia italiani senza dimora che ad oggi non possono beneficiare delle forme di reddito messe a disposizione dallo Stato, né potranno richiedere il reddito di cittadinanza in quanto privi del requisito della residenza. Da questa prospettiva, precarietà esistenziale e assenza di diritti sono assolutamente trasversali”.

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