Editoriale | Piazza Grande
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09 Mag Editoriale

LA FESTA IN PIAZZA DI PIAZZA GRANDE

Dal numero di maggio 2019 di Piazza Grande
di Andrea Giagnorio

Lo scorso dicembre abbiamo festeggiato i 25 anni del giornale. Ora, nel mese di maggio, festeggiamo i 25 anni dell’associazione Amici di Piazza Grande. Vogliamo che sia un momento di incontro con la città, in cui ci raccontiamo e rilanciamo, idealmente e concretamente, proposte per la società e la città che vogliamo costruire passo dopo passo.

La sfida di una comunità giovane come siamo ora ritorna lì, per poter regalare a Bologna altri 25 anni di Piazza Grande: capire i nostri tempi, costruire le risposte ai bisogni, dare concretezza ai discorsi e alle belle parole, tenendo salda l’utopia concreta di una società giusta, solidale, aperta.

Piazza Grande è composta da una cooperativa e da una associazione oggi profondamente rinnovate. Segno di questo anche il fatto che sia io, che sono a Piazza Grande da meno di un anno, a scrivere questo pezzo. E che sia io ad andare a ricercare, un po’ a fatica ma con entusiasmo, pezzetto dopo pezzetto, persona dopo persona, racconto dopo racconto, la bellissima storia che ha portato ad essere ciò che è ora Piazza Grande. Venticinque anni fa Piazza Grande con il giornale e con il servizio mobile nelle strade ha saputo interpretare il suo tempo, ha saputo incarnare concretamente una utopia, dando gambe e braccia alle risposte necessarie ai bisogni dell’epoca.

La sfida di una comunità giovane come siamo ora ritorna lì, per poter regalare a Bologna altri 25 anni di Piazza Grande: capire i nostri tempi, costruire le risposte ai bisogni, dare concretezza ai discorsi e alle belle parole, tenendo salda l’utopia concreta di una società giusta, solidale, aperta. E senza cadere nella nostalgia dell’utopia, come mi disse un giorno uno dei fondatori di questo giornale, che probabilmente è il rischio più grande. Nei quattro giorni di festa a maggio proveremo con dibattiti, film, letture e giochi a dialogare con la città, facendo proposte concrete (..è possibile che ci siano sempre meno fontane in giro per la città? E’ possibile che a prendere le multe sugli autobus siano le persone più povere o straniere?..) e soprattutto elaborando risposte ai problemi di oggi.

Non vogliamo fermarci al mala tempora currunt di romana memoria, ma, partendo dalle belle novità che si intravedono nella nostra società (una su tutte: la nuova sfida ambientalista portata avanti dai giovani di tutta Europa) ci chiederemo: cosa possiamo fare oggi? Come possiamo agire localmente per contrastare un sistema economico che produce povertà, disuguaglianze e disastri ambientali? Cercheremo le risposte, insieme. Perché un cambiamento o non lascia indietro nessuno o non è un vero cambiamento. O meglio: non è un cambiamento che ci interessa perseguire.

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