Prati di Caprara | Piazza Grande
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05 Ago Prati di Caprara

Prati di Caprara: il più grande polmone verde della città

Il dibattito si concentra sul degrado dell’area, mentre il Comune non ha ancora deciso. Il punto di vista del
Comitato Rigenerazione No Speculazione

Dal numero di luglio-agosto 2019 di Piazza Grande
di Bianca Arnold

I Prati di Caprara sono un “bosco selvatico urbano”, ovvero sviluppatosi senza l’impianto dell’uomo, cresciuto sopra ad un ex area militare situata fuori Porta San Felice. Esteso per oltre 47 ettari è divisa in due zone dall’area stradale di Viale Sabena. La parte est viene classificata come area forestale nelle mappe del Sistema Informativo Forestale della Regione Emilia Romagna.

Il 6 aprile 2017 a seguito di una partecipata assemblea pubblica nasce il Comitato Rigenerazione No Speculazione che chiede ai privati e ai pubblici coinvolti nei progetti di trasformazione del quadrante ovest, di avviare un processo serio di consultazione della cittadinanza

Fu sede dei pomeriggi giocati a calcio di Pier Paolo Pasolini e della seconda tournèe italiana della Compagnia di Buffalo Bill, come mostrano fotografie dell’epoca di nativi americani a cavallo, quando ancora i Prati erano prati.
È anche ultima sepoltura delle macerie della Strage di Bologna del 2 agosto del 1980.

Oggi area demaniale affidata per la valorizzazione immobiliare a Invimit Sgr (Società di Gestione del risparmio del Ministero Economia e Finanze) rappresenta uno dei maggiori polmoni verdi di Bologna, e da anni si discute animatamente del suo destino.
Nel 2016 viene presentato il Piano Operativo Comunale, in cui si parla di 18 ettari dei 47 destinati a nuove residenze, impianti sportivi, una scuola e spazi commerciali. La problematica principale sta nel fatto che trattandosi di una ex area militare necessita di una bonifica, dando così il via ai disboscamenti (finora sono stati disboscati circa due ettari).

Il 6 aprile 2017 a seguito di una partecipata assemblea pubblica nasce il Comitato Rigenerazione No Speculazione che chiede ai privati e ai pubblici coinvolti nei progetti di trasformazione del quadrante ovest, di avviare un processo serio di consultazione della cittadinanza per modificare le previsioni urbanistiche che vanno a scapito del bene comune e rischiano di divenire un caso di speculazione edilizia.
Il Comitato organizza numerosi eventi in modo da tenere alta l’attenzione della cittadinanza, tra cui il corteo di “alberi che camminano” del 16 marzo e il più recente bikepride del 9 giugno.

Abbiamo avuto modo di incontrare Federica Lolli, Roberto Torresani, Giovanna Anceschi e Annamaria Pilotti, membri del Comitato, alla seconda giornata di pulizia comunitaria del bosco tenutasi l’11 maggio.
“Il messaggio della giornata di oggi è tenere alta l’attenzione pubblica sapendo che sta avvenendo una speculazione edilizia, per cui si parla solo di degrado riguardo ad un luogo che è il più grande polmone verde della città. Per quanto riguarda la proposta della scuola non c’è un vero e proprio progetto, era un modo per fare campionamento sia fisico che sociale. Per vedere qual’era la reazione. Inoltre i 20 ettari di “verde” di cui parla il Comune comprendono anche le aree verdi private.” Per quanto riguarda la
questione degli accampamenti all’interno dei Prati affermano: “Dovrebbero intervenire i Servizi Sociali. Noi ci occupiamo del bosco. Spesso si accomuna l’idea che abbattere alberi equivalga ad abbattere i campi. Ma non sono da confondere, non sono lo stesso problema.”

Il Consiglio Comunale ha deliberato una parziale revisione delle previsioni urbanistiche che tuttavia non eliminano ancora la costruzione del nuovo quartiere. Rimane parziale la salvaguardia di un patrimonio ecologico inestimabile.

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